Mazzarelli

Azienda

intervista a domenico mazzarelli

Parliamo della storia dell’azienda?

La nostra storia inizia con mio padre, Marino Mazzarelli. è stato un paracadutista nella seconda guerra mondiale e nel 1960 aprì un laboratorio artigianale per camicie da uomo di alta qualità qui a Castellana Grotte. Lui era innamorato delle camicie, ma non amava parlare con noi del tempo della guerra, però mia madre ci raccontava di quando gli era capitato, in un momento dei tanti tra le attese nei rifugi, di cucire per se e per un suo amico soldato, una bellissima camicia con la tela di un paracadute strappato che avevano recuperato. Io sono la seconda generazione, seguo e sovrintendo su tutte le attività dell’Azienda e seguo personalmente il controllo di tutta la produzione, dedicandomi con attenzione ad ogni minimo dettaglio. Oggi la camiceria Mazzarelli è una realtà di 26 collaboratori, comprese cucitrici, tagliatrici, sarte. Da qualche anno mi affianca Monica, la mia figlia maggiore.

Cosa distingue una camicia italiana? Quali sono le differenze tra il nostro e lo stile dei londinesi, dei parigini o dei newyorkesi?

A Londra regna la camicia classica. I londinesi adorano i tessuti poplins, le righe ed i disegni audaci, spesso un po’ eccentrici, sono tipici del loro look. Sono molto usati i doppi polsi e colli e polsi bianchi in contrasto con il resto della camicia. I Parigini apprezzano particolarmente i colli non eccessivamente aperti. Preferiscono tessuti realizzati con righe sottili, colorati, ma non eccessivamente definiti; spesso indossano tessuti monocolore, ampiamente condiviso il rosa, leggermente più marcato rispetto alle tonalità più tenui vendute in Italia. A New York la camicia è spesso button down, usata anche per lavorare. I tessuti più apprezzati sono oxford e pin point. La camicia casual è molto diffusa, indossano soprattutto quadri e righe molto colorati. Noi italiani adoriamo i colli aperti ed una vestibilità aderente. Prediligiamo bianchi e celesti tinta unita per lavorare e camicie colorate, con effetto washed per il tempo libero.

Ci racconti della tradizione sartoriale in Puglia? Come si distingue rispetto alla tradizione sartoriale a Napoli, Roma, Milano? Ci sono delle differenze?

La sartoria napoletana affonda le sue origini nella costruzione della giacca, che da rigido monopolio di sarti d’Oltremanica diventa capo di riferimento del costume napoletano, nasce la “manica a mappina”, poi proposta anche sulle camicie. Mentre in Puglia, la camicia resta per molto tempo un capo fatto in casa, cucito da singole ricamatrici per vestire la propria famiglia o arrotondare i guadagni realizzandole per l’high class locale, in Canpania, la camicia è già legata al concetto di giacca ed acquisisce velocemente una dimensione industriale, sempre legata a regole sartoriali. A Milano già da metà ‘800 nasce l’industria e si affianca anche all’abbigliamento, le macchine da cucire sostituiscono il paziente lavoro a mano delle sartine e si diffondono i primi negozi che vendono il pret à porter, a differenza del sud Italia in cui è ancora apprezzato e ricercato il capo su misura, abilmente cucito a mano. Da noi, in Puglia è tradizione che la camicia sia “dono d’amore”, le fanciulle le ricamavano e poi le donavano agli sposi come regalo di nozze; nella zona c’è sempre stata una tradizione artigianale, pensate all’uncinetto e agli abiti da sposa. Ogni donna, quando non era impegnata in campagna, preparava il corredo per le figlie. Volendo scavare ancora più a fondo, si può dire che la tradizione risale al XII secolo, quando in Puglia arriva Federico II di Svevia, che progetta personalmente e fa realizzare il famoso Castel del Monte. Si dice che procurasse alle mogli dei propri contadini la seta, che giungeva dai suoi feudi di Palermo e Messina, per realizzare il suo guardaroba e sceglieva di volta in volta materiali e modelli diversi, che rispondessero alle esigenze dei suoi impegni da re, poeta, soldato… erano le prime sarte ricamatrici, che hanno sapientemente tramandato la propria tradizione sino ai giorni nostri.

Artigianalità Italiana e made in Puglia, quali i tratti distintivi?

La Puglia è stata da sempre patria di brillanti menti creative che si sono spesso espresse in piccoli e grandi laboratori artigianali. La nostra è un’economia fondata sulla piccola e media impresa che si è evoluta proprio grazie alle conoscenze maturate nel tempo ed alle abilità tecniche delle maestranze eredi dell’antica tradizione sartoriale. Oggi la maggior parte dei famosi Brand che vogliono un prodotto realmente “Made in Italy” trovano qui i più solidi Partners, proprio qui presso le Aziende pugliesi ancora capaci di garantire un prodotto al cento per cento italiano ed una produzione artigianale. Parliamo del processo produttivo.

Vuole raccontarci i segreti per realizzare una camicia di alta qualità?

Mi perdonerà se i segreti li terrò per me, li scoprirete indossando le nostre camicie. Il tessuto, prima di essere tagliato, viene lavato e stirato così come gli indeformabili, in seguito vengono disposti i cartamodelli e disegnate le sagome a matita, quindi si procede con il taglio a mano, usando le famose forbici da sarto, non con il laser come avviene nella camiceria industriale. Si passa alle operazioni di realizzazione, dopo aver stirato il davanti destro e sinistro della camicia a mano con il ferro, creando un piegone, si cuce il carrè si cuce la nostra etichetta. Il carrè cucito alla spalla si stira per avere maggiore precisione nelle operazioni successive. Si attacca il fessino alla manica, creando grazie alla perizia delle nostre sarte, la forma a freccia. I due davanti vengono cuciti al carrè, impunturati e ribattuti a macchina o a mano. La cucitura delle maniche con il nostro sistema artigianale avviene in tre fasi: cucitura e ribattitura per la cucitura dei fianchi, cucitura e ribattitura delle maniche e successivo assemblaggio delle maniche al giromanica della camicia con cucitura e ribattitura a mano. Questa operazione ci consente di ottenere il miglior appiombo possibile delle maniche, fondamentale per una camicia di altissimo livello con un’ottima vestibilità. Nella costruzione di colli e polsi utilizziamo gli indeformabili di tela lavata per evitare restringimenti con i successivi lavaggi. La tela viene tagliata secondo il modello da realizzare. Per la linea Green Stone si usa un interno non adesivato. I colli delle camicie sono tantissimi, nel nostro archivio abbiamo oltre 100 modelli di collo, ed il collo è una mia fissazione. Si procede realizzando il porta stecche, che si cuce con il sottocollo. Le punte del collo vengono arrotondate manualmente e dopo l’impuntura si assembla alla pistagna. Contemporaneamente si cuciono e impunturano i polsi.

Sia colli che polsi vengono stirati Quanti modelli di vestibilità realizzate?

Abbiamo diverse linee, dalle tradizionali, comfort, slim alle più particolari, ciascun Cliente può scegliere in base alle proprie esigenze. Il cucito a mano si adatta a qualsiasi vestibilità, ma l’aspetto fondamentale della nostra Azienda sta nella capacità di apportare specifiche modifiche alla vestibilità standard non solo per il su misura, ma anche per la normale produzione; una possibilità consentita solo a chi, come noi, ha una completa produzione interna ed un andamento artigianale.

Come la pensa sul dibattito tra il cucito a mano ed il cucito a macchina? è preferibile realizzare a mano piuttosto che a macchina?

Il cucito a mano è tipico della antica tradizione sartoriale artigiana e rende il capo più pregiato, oserei dire unico. C’è un passaggio che associa a questo anche uno scopo funzionale, si tratta del giromanica cucito a mano. I punti del giro cuciti a mano rendono il movimento delle spalle più confortevole. manualmente. Si passa alle asole ed ai bottoni esclusivamente di madreperla e dopo aver eliminato tutti i fili residui, vengono realizzati i travetti al fessino a mano e la mosca cucita a mano per la chiusura dei fianchi. Si procede con il controllo qualità. Si continua con la stiratura della camicia a mano e confezione della stessa usando solo materiale ecologico, senza apporto di spilli e limitando al minimo indispensabile la plastica. Ci vantiamo di un ottimo servizio su misura per Clienti da tutto il Mondo. Raccogliamo i dati e le misure del Cliente che compila una scheda tecnica in modo tale che dovrà solo limitarsi a comunicarci la sua scelta tra le migliaia di tessuti disponibili. Indicherà il modello, il tipo di collo, e polso, i bottoni ed eventualmente i monogrammi o altri dettagli ricamati a mano. I punti della camicia cuciti a mano resistono nel tempo ed ai ripetuti lavaggi. Le nostre sarte cuciono con attenzione millimetrica, lasciando minima distanza tra un punto e l’altro. Il filo deve essere tenuto sempre in tensione per non creare cedevolezza del tessuto, ma senza esagerare per non creare increspature. Si tratta di uno straordinario equilibrio, figlio di grande esperienza. Concludiamo la cucitura con una fermitura a mano, così da farla diventare resistente come quella a macchina.

Quanto è importante la scelta di un buon tessuto nella realizzazione di una camicia e quali sono le caratteristiche di un buon tessuto?

Tessuto, materiali di finitura e manodopera sono gli elementi per distinguere una buona camicia. Scelgo personalmente i miei tessuti con i migliori filati fatti con i migliori filati ed i migliori cotoni, prodotti da aziende italiane e svizzere. Un buon tessuto deve essere resistente, facile da stirare, risultare morbido e piacevole al tatto e deve mantenere inalterate le sua caratteristiche dopo molti lavaggi. Tutti questi elementi sono possibili utilizzando solo una fibra di cotone egiziano extralungo per realizzare il tessuto: il risultato è una struttura di cotone brillante e resistente. Le nostre aziende preferite con le quali abbiamo ottimi rapporti da sempre sono il Cotonificio Albini, T. Mason, DJA e Alumo, aziende leaders nei tessuti di alto pregio.

Il futuro dell’artigianalità italiana è a rischio o riscontri talento e passione nei giovani che sono interessati ad imparare il mestiere?

Penso che l’Italia, come gran parte del vecchio continente stia attraversando una grave crisi d’identità e stiamo perdendo il senso del bello e delle tradizioni, ma tutti i momenti difficili sono fatti per essere superati. I giovani hanno bisogni di buoni maestri, capaci di guidarli anche nei momenti di difficoltà, per affrontarle e superarle. Negli ultimi anni spesso non è accaduto. Molte Aziende, anche sane, solide, con marchi prestigiosi, per il solo profitto hanno scelto di delocalizzare a danno della propria manodopera esperta. Abbiamo perso molti posti di lavoro tra bravissimi artigiani locali che avrebbero potuto continuare a formare nuove generazioni di artigiani. Certo ci sono e ci saranno sempre nuovi Paesi emergenti in cui pagare manodopera a basso costo, ma non saranno capaci di competere con la vera creatività e l’artigianalità tipicamente italiana. La nostra realtà è lontana da questi meccanismi, amiamo la nostra terra ed è qui che vogliamo lavorare convinti che i valori e la qualità premino sempre. Organizziamo corsi di formazione aperti a giovani ragazze per promuovere il lavoro artigianale e creare una continuità tra passato, presente e futuro. Sono fiducioso e convinto che proseguendo sulla nostra strada, realizzando un prodotto autentico ed eccellente, continueremo a conquistare Clienti professionali sempre più esigenti ed informati, che non ricercano unicamente un logo ma autentica qualità artigianale.

centro stile

nel nostro centro stile il tessuto si anima nella maestria sartoriale e cura dei particolari>>>

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